Capitolo 1/10 COME MANNA DAL CIELO

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In viaggio verso Gerusalemme la principale preoccupazione era il vino. Nella Bibbia, nei Vangeli, sacro e profano, dalla benedizione alla perdizione, simbolo del sangue, strumento della festa, segno d’amore, nebbia sui sentimenti. Non era per niente semplice parlare del vino biblico in pochi minuti, sulla principale rete generalista italiana, al più largo pubblico possibile e senza perdere il contatto con i telespettatori, anzi conquistandone altri. Ne discutevamo mentre l’aereo ronzava sopra il mare e l’hostess proponeva, appunto, un bicchiere di vino israeliano per accompagnare il panino con formaggio e pomodoro. C’era ancora qualche giorno prima delle riprese nei vigneti e nelle cantine. Meglio. Serviva più tempo e, soprattutto, servivano interlocutori in grado di spiegare il vino nelle scritture con semplicità. Sul punto di partenza invece non c’erano dubbi. Tutti d’accordo. Bisognava cominciare dal più potente dei media, dal cinema e dalla televisione, dai film e dagli sceneggiati che raggiungono enormi platee. Passando in rassegna tutte le principali produzioni internazionali, non c’è modo di vedere santi, profeti o lo stesso Gesù sedersi a tavola e godersi un bel pasto in compagnia. Qualche pezzo di pane compare, sì, ma per un boccone, massimo due, non di più. Una carota, un bicchiere in mano può capitare di vederli, ma sempre per non più di un morso o di un sorso. I cattivi, invece…….vere e proprie abboffate, pasti pantagruelici, sempre a tavola a gozzovigliare. Ma perché?

Questo è lo script di “Come manna dal cielo”, capitolo per capitolo. Le fotografie sono di Marina Ortona e in questo primo capitolo ci mostrano il grande chef, esperto nei piatti biblici, Moshe Basson e un’inquadratura del lago di Tiberiade. IMG_8158IMG_8162

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Musica e immagini———1′,30”

Grafica titoli—————–

COME MANNA DAL CIELO

di Roberto Olla

Con  la collaborazione di Paolo Carpi

Montaggio Valentina Fravili

Grafica Grazia Pietrasanta

Ricerche Giorgia Nobile

Fotografie di Marina Ortona

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Grafica:

Il cibo nella Bibbia e nei VangeliIMG_9373

Grafica:———in ogni capitolo per 12” – 15”  su immagini ad intarsioIMG_8266

Capitolo 1

I SANTI NON MANGIANO A HOLLYWOOD

——-selezione scene dai film

IL MESSIA – REGIA DI ROBERTO ROSSELLINI, 1975

GESU’ DI NAZARETH – REGIA DI FRANCO ZEFFIRELLI , 1977

SANSONE E DALILA – REGIA DI NICOLAS ROEG, 1996

MARIA DI NAZARETH – REGIA DI GIACOMO CAMPIOTTI, 2012

FRATELLO SOLE,SORELLA LUNA – REGIA DI FRANCO ZEFFIRELLI,1972

FRANCESCO D’ASSISI – REGIA DI LILIANA CAVANI,1966

FRANCESCO – REGIA DI LILIANA CAVANI, 1989

SAN PIETRO – REGIA DI GIULIO BASE, 2005

LA BIBBIA – REGIA DI JOHN HUSTON. 1966

UN BAMBINO DI NOME GESU’ – REGIA DI FRANCO ROSSI,1988

FRANCESCO,GIULLARE DI DIO – REGIA DI ROBERTO ROSSELLINI,1950

ATTI DEGLI APOSTOLI – REGIA DI ROBERTO ROSSELLINI, 1969

Roberto (fc)

È difficile nei film trovare scene in cui santi, profeti, lo stesso Gesù mangino.

Nel mondo del cinema, sceneggiatori, registi, scenografi, arrivano  talvolta, sia pur raramente, ad imbandire una tavola davanti alle cineprese, poi quando si dovrebbe cominciare a mangiare, nessuno mangia. Al massimo un piccolo pezzo di pane, una carota.

———————-scene da film in cui mangiano un boccone

Roberto (fc)

Spesso mentre il pubblico dovrebbe veder cominciare il pasto, la scena si interrompe. Pranzi e cene dove non si mangia. È un paradosso.

Grafica sottopancia:

Don Andrea Ciucci – Roma, Vaticano

scrittore, esperto nella cucina biblica

“I gesti più importanti e alcuni dei discorsi più grandi che Gesù ha fatto, li ha fatti a tavola e utilizzando il cibo. Quindi il paradosso aumenta se uno legge il testo biblico, dove si scopre che Gesù mangia, beve, frequenta la tavola, sta con i commensali, dice parole importanti e compie gesti importanti, quindi il paradosso è forte.”

——————-selezione scene da film

 

Roberto (fc)

I cattivi, quelli sì, mangiano e bevono, in continuazione, si abbuffano in veri e propri banchetti. I profeti, i santi, ad Hollywood non mangiano come se sceneggiatori e registi ritenessero sconveniente mostrarli mentre gustano un piatto e apprezzano la buona tavola in compagnia. Hollywood e il mondo del cinema si comportano come se il cibo contaminasse l’esperienza spirituale, religiosa.

 

Don Andrea Ciucci

“E’ il rischio di una riduzione spiritualista dell’esperienza religiosa.

Cioè tutto ciò che è religioso è spiritual…..ma nel senso più  evanescente e diafano possibile. Si parla di cose serie, di discorsi importanti, di gesti gravi, e come tale l’ambientazione domestico casalinga cuciniera apparentemente non s’addice. In realtà l’esperienza cristiana, l’esperienza che ci offre la Bibbia è esattamente il contrario.”

Grafica e voce speaker:

Bibbia – Isaia 25, 6-7

Il Signore degli eserciti preparerà

su questo monte

un banchetto di grasse vivande,

per tutti i popoli,

un banchetto di vini eccellenti,

di cibi succulenti,

di vini raffinati.

Egli strapperà su questo monte

il velo che copriva

la faccia di tutti i popoli

e la coltre che copriva

tutte le genti.

—————--selezione scene dai film

Roberto (fc)

Nonostante i cibi, i vini, le spezie, il sale, siano citati spesso nella  Bibbia e nei Vangeli, sembra che questo non sia fonte di ispirazione per il cinema.

Grafica e voce speaker:

Vangelo di Matteo 11, 18-19

È venuto Giovanni,

che non mangia e non beve,

e dicono: “È indemoniato”.

È venuto il Figlio dell’uomo,

che mangia e beve,

e dicono:

“Ecco, è un mangione e un beone,

un amico di pubblicani

e di peccatori”.

Ma la sapienza

è stata riconosciuta giusta

per le opere che essa compie».

Grafica sottopancia

Don Giovanni Cesare Pagazzi

scrittore – esperto nella cucina biblica

“Per fortuna nel Vangelo c’è anche una frase così e per fortuna Gesù ha detto una cosa del  genere. Io mi trovo a mio agio, come uomo, in un Dio che è così. Un Dio che è capace di digiunare ma che è capace di apprezzare il bene del mondo, il buono del mondo. Mangiare e bere significa apprezzare il bene che c’è nel mondo e mi piace che Dio sia così.”

 

Don Andrea Ciucci

“A livello più profondo c’è una questione teologica più seria e cioè il rischio che nella complessità della figura di Gesù, l’esperienza cristiana lo riconosce pienamente uomo e pienamente Dio, in realtà l’aspetto divino, e quindi noi automaticamente lo associamo a qualcosa che è disincarnato, spirituale, non legato alle passioni umane, e il cibo e una di queste,  prevale clamorosamente. In realtà, andando a rileggere la Scrittura si scopre come, è vero, il mistero di Dio si rivela perfettamente nella persona di Gesù, ma nella sua singolare umanità. Umanità che si esprime anche a tavola, mangiando, bevendo, anche digiunando che è un’altra cosa che Gesù fa.”

 

 

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