Capitolo 3 // COME MANNA DAL CIELO

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“COME MANNA DAL CIELO” nasce come opera di dialogo. Mondo ebraico e mondo cristiano condividono il Libro. La Bibbia. Una condivisione non semplice, poco praticata. Ignota a molti nel mondo cattolico. Bisognava essere semplici nel comunicare, comprensibili da tutti, una presa immediata come viene richiesto nel linguaggio televisivo delle reti generaliste, specialmente della prima. Ad un tempo era necessario il massimo rispetto delle due religioni, senza nessuna sopraffazione, nessun prevaricamento. Un dialogo tra due logos che si riconoscono con pari diritti. Abbiamo tentato di passare attraverso il cibo, nei suoi significati simbolici e nella sua funzione pratica di nutrimento. Il pane era una tappa fondamentale. 

 

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 Capitolo 3

BET  LEHEM

CASA DEL PANE

—————immagini ed effetti del villaggio biblico

Grafica: villaggio biblico

Kfar Kedem, Israele

Roberto (fc)

In Galilea, a pochi chilometri da Nazareth e dal lago di Tiberiade, gli abitanti del kibbutz Kfar Kedem hanno ricostruito un villaggio biblico. I bambini, e i grandi con loro, possono possono vedere e rivivere scene dei tempi della Bibbia, le colombe di Noè, gli asini per viaggiare, il pane azzimo di Mosè.

Grafica: Menahem Goldberg

Israele – Kfar Kedem villaggio biblico

“Ora ho qui del grano. Fate attenzione, incomincio a macinare e da qui tra poco usciranno dei semi macinati. 

……

“Ora facciamo il rito del prelevamento della challà, del pane.  Lo facciamo senza la benedizione perché ora vogliamo solo insegnare. Ecco, Ruth, prendi un pezzetto e gettalo nel fuoco e mentre lo getti devi dire: questa è challà!  È pane!”

…..

“Durante l’esodo dall’Egitto non avevano lievito, non avevano tempo, e IMG_8884quindi fecero questo pane molto in fretta.”

———

————-immagini ed effetti cena di Shabbat – accensione candela 

grafica: Shlomo Tall – Tzfat Safed

studioso della Cabbalà

“Noi che studiamo la Cabbalà capiamo che per ogni cosa materiale è come se ci fosse un software spirituale che la proietta su uno schermo.

Così ogni frutto, ogni albero, ha praticamente un significato spirituale. 

……..

L’olio non viene usato solo come alimento ma anche per accendere una candela, e quindi si riferisce ad una forza spirituale suprema che congiunge il mondo superiore con quello inferiore.”IMG_9130

grafica: Bruno Ascarelli – avvocato – Tel Aviv  

Nel giorno sesto furono compiuti il cielo 

e la terra e tutto ciò che è in essi. 

Iddio, avendo terminata nel giorno settimo

l’opera che aveva fatto, 

smise nel settimo giorno 

tutta l’opera che aveva compiuto.

Iddio benedisse il settimo giorno 

e lo santificò, poiché in questo terminò

l’opera che aveva compiuto.

Col permesso dei presenti 

Tutti rispondono “lechaim” 

Sia per la vita

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Roberto (fc)

Spezzare il pane, mangiare tutti da un unico pane.

Così comincia la cena del venerdì sera, la cena di Shabbath.

————–musica effetti e immagini: dalla scena di Shabbah in cui si spezza il pane si va all’impasto e cottura della challà

grafica: Marina Ortona 

“Si prende una porzione della challà per ricordare che la challà veniva data ai kohanim, ai sacerdoti servitori del Signore.

Oggi  l’impasto preso così viene bruciato e si pronuncia una benedizione, una beracah 

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“ Perché preleviamo una parte di challà se poi viene bruciata? Perché il popolo ebraico ama ricordare e noi dobbiamo ricordare e noi dobbiamo ricordarci che tutto quello che abbiamo sulla terra ci viene donato.” 

———–camera car tra gli olivi del parco

grafica: Tova Dikstein – studiosa flora biblica

Israele, Parco Neot Kedumim

“il pane era il cibo principale dell’uomo e a volte aveva solo pane.  

far uscire il pane dalla terra è la lotta per la sopravvivenza dell’uomo. La Torà nella Genesi recita: col il sudore del tuo volto mangerai il pane. E’ un lavoro estremamente arduo, ed è il motivo per cui il pane era sacro.”

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Roberto:

IN EBRAICO  LEHEM SIGNIFICA PANE.  BET SIGNIFICA CASA.

BET LEHEM.

BETLEMME VIENE DALL’EBRAICO BET LEHEM, OVVERO LA CASA DEL PANE.

MOLTE VOLTE GESU’ AVEVA VISTO SUA MADRE E LE DONNE DI BETLEMME FARE IL PANE.

Tova Dikstein

Nei tempi antichi, la maggior parte delle mansioni casalinghe erano di competenza delle donne. 

…….

Nella Mishnà, le leggi della tradizione ebraica, c’è un trattato che elenca i doveri della donna. 

……

cuoce, fa il bucato, attinge l’acqua, fila  la lana. Ma per primo compito, macina il grano, prepara la farina.” 

Grafica: Rita Oldani – Monastir, Sardegna – Panificatrice

Questa arte di fare il pane era detenuta principalmente dalle donne che avevano il compito di impastare durante la notte tutto il pane per il fabbisogno della settimana.

Lo facevano le donne per non far faticare gli uomini che lavoravano  nei campi durante il giorno. E le donne stesse lo facevano di notte per avere più tempo durante il giorno per adempiere ai loro doveri nella casa di un contadino, di un massaio diceva mia nonna.” 

 

Don Cesare Pagazzi

“E’ storicamente accertato che i bambini e le bambine ebree venivano coinvolte nella preparazione del pane dalla mamma. Soprattutto il pane del sabato. Quindi è presumibile che Gesù abbia imparato proprio da Maria la ricetta, il gesto e il tempo di fare il pane.”

Grafica e voce speaker:

Vangelo di Matteo 13,33

Il regno dei cieli

è simile al lievito

che una donna

prese e mescolò

in tre misure di farina,

finché non fu tutta lievitata.

Rita Oldani

Il pane ha bisogno di attenzione, di tempo e di molta pazienza. Il pane ha bisogno di pazienza che noi dobbiamo avere per forza. 

….

Bisogna aspettare che lieviti e avere l’occhio per capire quando è lievitato abbastanza. Né troppo, né troppo poco.

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Don Cesare Pagazzi

Probabilmente quasi nessuno sa le dosi. Mentre in quella piccola parabola Gesù dimostra di sapere le dosi, perché parla di 3 misure di farina che devono essere associate al lievito. Quindi sapendo la ricetta, è probabile che Gesù sapesse anche fare il pane.”

Roberto:

E’ UNA RICETTA PRECISA. SE CONOSCESSIMO LA QUANTITA’ DI LIEVITO, POTREMMO FARE IL PANE CHE MANGIAVA GESU’.

Don Andrea Ciucci

“…ma credo che sia anche la volontà di Gesù che alla fine ha affidato la sua memoria ad un pezzo di pane e ad un calice di vino”

———–immagini effetti e musica, scena della comunione

Roberto (fc)

Spezzare il pane, mangiar tutti da un unico pane.

In chiesa quel pane è sacro.

È la comunione.

Don Ciucci

“ Credo che abbiamo perso …..legate ad un modo di intendere di fare la comunione, del non toccare del non masticare… una forma di assoluto rispetto della persona di Gesù….abbiamo perso molta della fisicità dell’Eucarestia. Io mi auguro che sempre più possiamo usare un pane azzimo che sia davvero pane  e non una specie di carta velina come quella cosa che usiamo oggi., che possiamo insegnare ai nostri ragazzi a masticare che non vuol dire né disprezzare né ridurre ad un chewing-gum  un gesto così importante, così come a bere dal calice del vino. Ne riguadagniamo in quella concretezza fisica del cibo che è la qualità che Gesù ha scelto in questi segni.” 

Rita Oldani

Il pane è esigente, perché il pane non deve essere bello. Il pane deve essere perfetto. E solitamente mia nonna diceva che se non era perfetto, si rifaceva. 

….

Credo che derivi dal Padre Nostro: dacci oggi il nostro pane quotidiano. Chiediamo a Dio di darci il pane e poi non possiamo non averne cura. 

Roberto (fc)

Per generazioni e generazioni, i genitori hanno insegnato ai figli a rispettare il pane, a raccoglierlo quando ne trovano un pezzo per terra, a non sprecarlo, a mangiare persino le briciole.

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Grafica

Rita Oldani – panificatrice – Sardegna, Monastir

Se cadeva un pezzo di pane a terra, c’è lo facevano raccogliere, baciarlo e farci il segno della croce. E dopo lo dovevi mangiare. Non si poteva buttare. La maestra alle elementari ci aveva fatto leggere una storia di una bambina che calpestò un pezzo di pane e il piede l’aveva trascinata fino all’inferno. Io non me lo sono dimenticata mai. 

Grafica e voce speaker:

Bibbia, Isaia 58, 9-10

Se toglierai di mezzo a te

l’oppressione,

il puntare il dito

e il parlare empio,

se offrirai il pane all’affamato,

se sazierai chi è digiuno,

allora brillerà fra le tenebre

la tua luce,

la tua tenebra

sarà come il meriggio.

Rita Oldani

Il pane fa convivio. Il pane è mangiare. Mangiare non significa soltanto nutrirsi ma anche ritrovarsi tutti insieme. Questa è la magia del pane. 

Roberto (fc)

La casa è il fuoco, il focolare. La casa è il pane.

Se manca il pane da spezzare significa che quella casa, quella famiglia, quella società è nel tempo del lutto e della disgrazia.

——–immagini ed effetti, preghiere notturne al muro occidentale, Gerusalemme

grafica:

Gerusalemme, Muro Occidentale

preghiere del 9 di Av

grafica:

Sara Bensadoun – praticante avvocato – Tel Aviv

Tisha BeAv, il 9 del mese di Av, rappresenta la distruzione del Primo e del Secondo Tempio. È scritto che ogni individuo di Israele, nella propria generazione, deve ricordare la grande tragedia della distruzione dei Templi. È uno dei quattro giorni di digiuno che abbiamo. Osserviamo una serie di usanze di lutto. 

……..

In questo giorno di digiuno siamo tenuti a non bere e a non mangiare, per un giorno intero, dall’inizio fino alla fine. 

Grafica e voce speaker:

Bibbia, Lamentazioni di Geremia 4, 4

La lingua del lattante

si è attaccata

al tetto della sua bocca

per la sete;

i bambini chiedono pane,

e non v’è

chi lo spezzi per loro.

Don Pagazzi

“Puoi anche avere il pane da mangiare ma se non hai qualcuno con cui spezzarlo anche il pane  è un po’ una sfortuna. Si può mangiare anche in maniera triste. E si può, paradossalmente, provare piacere di tutti i tipi, anche in maniera triste, quando appunto quel bisogno onorato, quel piacere  provato dal bisogno onorato, lo uso soltanto per me e non per legarmi.” 

——————————-cambio musica 

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