Capitolo 5 – COME MANNA DAL CIELO

Spread the love

E’ arrivato quasi spontaneamente il capitolo sul vino, come se fosse ovvio trovarci là, tra le colline, sulla strada che attraversa il Golan. I vigneti carichi di grappoli verdi, gli uomini che li sfrondavano dai rami più alti per aprire la strada ai raggi del sole, le cannonate in lontananza, oltre il confine con la Siria, a ricordarci la fragilità della pace e del calice di quel vino che vorremmo bere tutti in amicizia. (Le fotografie sono di Marina Ortona) 

IMG_8991

Capitolo 5

KEREM

IL VINO

————immagini di vigne sul Golan

Roberto

IN EBRAICO LA PAROLA CARMEL HA UNA RADICE IN COMUNE CON LA PAROLA KEREM.

ANCHE KEREM È UN TERMINE CHE RICORRE SPESSO NELLA BIBBIA. SIGNIFICA TERRENO COLTIVATO A VITI. OVVERO VIGNA.  LA VIGNA SULLA COLLINA.

——–immagini ed effetti villaggio biblico Kfar Kedem 

 IMG_8933grafica: villaggio biblico Kfar Kedem, Israele

Menahem Goldberg

“Attenzione c’è la telecamera. Bambini spostatevi,  la stiamo versando sulla telecamera. Per questo è lì.

Bene. Ora siete invitati a saltare dentro…così si spremeva l’uva una volta. Bambini sappiate che l’uva da vino è più facile da spremere. Adesso dite “Shalom Italia”

(i bambini in coro dicono : buongiorno Italia)

Ancora una volta: uno, due e tre!

(i bambini in coro: buongiorno Italia da Israel)

Ecco, adesso cari bambini guardate cosa faccio.”

———immagini ed effetti villaggio biblico

Menahem Goldberg

“Riempite qui, per favore. Voglio solo succo, datemi tutto il succo. Raccogliete il succo nell’angolo e riempite la brocca. Per ottenere del vino dovremmo stare qui ancora per 3-4 settimane. Però possiamo bere questo succo. Avanti. Chi non è pronto a bere dai piedi dei nipoti? I miei nonni non se ne sarebbero curati per niente. Beviamo.  E non dimentichiamoci la benedizione.

(un bambino comincia a recitare la benedizione)IMG_8757

Benedetto sei tu. O Signore nostro Dio, re dell’universo che hai creato il frutto della vite.” 

——-immagini dei vigneti e dei viticoltori sul Golan, musica

grafica: Golan, Israele

Grafica e voce speaker:

Bibbia, Genesi 9, 20-23

Ora Noè, coltivatore della terra,

cominciò a piantare una vigna.

Avendo bevuto il vino,

si ubriacò

e giacque scoperto

all’interno della sua tenda.

Cam, padre di Canaan,

vide il padre scoperto

e raccontò la cosa

ai due fratelli

che stavano fuori.

Allora Sem e Iafet

presero il mantello,

se lo misero tutti e due

sulle spalle

e, camminando a ritroso,

coprirono il padre scoperto;

avendo rivolto

la faccia indietro,

non videro il padre scoperto.

IMG_8628

grafica:

Yossi Hayùt – viticoltore Adir Winery Golan, Israele

Noè, appena uscito dall’arca, la prima cosa che fa è piantare una vigna. Il vino è molto centrale nell’ebraismo. Nel Tempio di Gerusalemme durante il rito sacrificale si utilizzava il vino. Il vino ci accompagna nello Shabbat, nella santificazione del matrimonio, nel rito della circoncisione. Il vino ha una benedizione tutta sua. Il frutto della vite è l’unico per il quale, dopo averlo spremuto, dovrò recitare una benedizione apposita.

Don Giovanni Cesare Pagazzi

“Noè è stato il primo uomo, secondo la Bibbia, a bere il vino e quindi non sapeva neppure gli effetti. E’ interessante però che il racconto mostri anche gli effetti dannosi e vergognosi che il vino, usato male, può avere. Nelle lettere di San Paolo c’è un avvertenza ai cristiani: non ubriacatevi. 

L’ubriacatura è un cedere la propria libertà a qualcosa che è diverso da me.” 

IMG_8111

Moshe Basson

“Bere vino non è vietato anche se, certe volte, bevendo il vino si sconfina in situazioni che sono anche un po’ in contrasto con la religione. Si fanno e si dicono cose che non sono proprio adatte ad un buon credente. Non per questo, tuttavia, ciò che il vino simboleggia nelle cerimonie religiose, deve estendersi alla vita normale di tutti i giorni.” 

Shlomo Tall

“Il vino può distruggere le famiglie oppure può costruire le famiglie. Per cui quando beviamo il vino dobbiamo sempre domandarci: dove la conduco questa cosa? Verso la vita o verso la morte? E allora tutti rispondono e benedicono e dicono : verso la vita!” 

Yossi Havut

Il vino ha due “pesi” nell’ebraismo: da un canto rallegra, com’è scritto nei Salmi “il vino allieta il cuore dell’uomo”. Ma d’altro canto, se se ne beve troppo, può anche violare la sacralità. Il vino può provocare all’uomo la perdita del controllo.  

IMG_8640

 Roberto

IL CANTICO DEI CANTICI, IL PIÙ NOTO POEMA D’AMORE DELLA STORIA.

IL CANTICO PER ECCELLENZA.

UN DIALOGO TRA DUE AMANTI CHE SIMBOLEGGIANO L’AMORE UMANO IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.

Grafica e voce speaker:

Bibbia, Cantico dei cantici 8, 1-2

Come vorrei che

tu fossi mio fratello,

Allattato al seno di mia madre!

Incontrandoti per strada

ti potrei baciare

Senza che altri mi disprezzi.

Ti condurrei, ti introdurrei

nella casa di mia madre:

Tu mi inizieresti

all’arte dell’amore.

Ti farei bere vino aromatico

E succo del mio melograno.

  IMG_8904

Yossi Havut

Nel Cantico dei cantici il vino è menzionato nel contesto dell’amore tra il Popolo d’Israele e il Signore, paragonato all’amore tra uomo e donna. E quando l’uomo e la donna si ritrovano nella loro meravigliosa unione…questo è legato proprio alla vite. Diciamo: “innestando l’uva della vite con l’uva della vite si ottiene una cosa bella”, visto che la vite – come il Popolo d’Israele – è feconda e si riproduce. Come i grappoli che vediamo qui sulle piante.

IMG_9029

Shlomo Tall

“Quando durante il Kiddush, la benedizione della cena di Shabbat, abbiamo in mano un calice di vino, i cabbalisti dicono che bisogna alzare il vino dalla tavola e portarlo all’altezza del torace, del cuore. Questo per ricordare a noi stessi che l’opera pratica deve avere un’importanza in quanto espressione verso il cuore.” 

Moshe Basson

“A volte tutti noi credenti, ebrei o cristiani, prendiamo troppo seriamente alcune parole della Bibbia. 

…..

Io credo che il vino somigli per colore e per aspetto al sangue, 

tuttavia il paragone con il sangue rimane un paragone simbolico.” 

IMG_8914

Don Andrea Ciucci

Pensiamo al racconto di Cana, alla moltiplicazione del pane e del vino. Gesù abita, e utilizza, vive i segni del pane e del vino proprio perché il cibo è capace di parlare, dice qualcosa dell’animo umano, dell’esperienza umana.” 

Grafica e voce speaker:

Vangelo di Giovanni 2, 5-11

E Gesù disse loro:

«Riempite d’acqua le giare»;

e le riempirono fino all’orlo.

Disse loro di nuovo:

«Ora attingete e portatene

al maestro di tavola».

Ed essi gliene portarono.

E come ebbe assaggiato

l’acqua diventata vino,

il maestro di tavola,

che non sapeva di dove venisse

(ma lo sapevano i servi

che avevano attinto l’acqua),

chiamò lo sposo e gli disse

«Tutti servono

da principio

il vino buono

e, quando sono un pò brilli,

quello meno buono;

tu invece hai conservato

fino ad ora il vino buono».

Don Giovanni Cesare Pagazzi

“E’ interessante che nelle nozze di Cana, è il primo miracolo di Gesù raccontato nel Vangelo di Giovanni, Gesù si presenti come uno che garantisce il vino. Cioè come uno che non è concorrente al nostro piacere, non è invidioso della nostra gioia,  ma come uno che invece la promuove e intende custodirla.” 

Don Andrea Ciucci

All’esperienza del vino è associato il senso della festa, della gioia, dell’abbondanza

 ……. 

Certo come ogni altra cosa ha questa opacità: la gioia esultante del vino può trasformarsi in una ubriacatura disumanizzante . Ma questo vale per ogni cosa che facciamo. La nostra vita si gioca tra il vivere in modo umano o in modo subumano.” 

Roberto (fc)

Il vino: sacro e profano.

Chiama alla benedizione, spinge chi ne abusa alla perdizione.

Chiede un’autodisciplina.

Sapersi privare del vino e del cibo.

Il digiuno come liberazione dal consumismo, dall’egoismo, dal possesso.

Grafica e voce speaker:

Padri del deserto

è meglio bere vino con umiltà

che bere acqua con orgoglio.

 IMG_9011

Don Giovanni Cesare Pagazzi

“C’è un modo anche di vivere la disciplina del digiuno con superbia: io sono capace di digiunare! E allora non hai capito niente del digiuno perché il digiuno pone l’attenzione non a te ma a chi con i tempi e i modi suoi, ti darà da mangiare.” 

Don Andrea Ciucci

“L’intenzione definisce i gesti dell’uomo. Tu puoi fare anche la cosa più semplice, più banale, bere un bicchiere d’acqua, ma se la tua intenzione, se quello che stai cercando, non è un gesto d’amore, 

……..

non serve perché alla fine l’uomo è chiamato ad amare.”

  

Don Giovanni Cesare Pagazzi

“Digiunare ha innanzi tutto una funzione di promemoria: ricordarmi che c’è gente che muore di fame e quanta fatica fa la gente che muore di fame.  

……

Al centro del Padre Nostro sta –dacci oggi il pane di oggi- Gesù si presenta come uno che chiede, e siccome chiede con educazione, aspetta. Il digiuno è un allenamento all’attesa.” 

 

 

 

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *